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Massimo Bontempelli, L’amante fedele (2016)

L’amante fedele (Premio Strega 1953) è forse l’opera che meglio rappresenta Massimo Bontempelli (1878-1960), scrittore tra i più grandi e originali del Novecento italiano, il cui talento poliedrico ha attraversato i più importanti movimenti culturali e artistici della prima metà del secolo. Questa raccolta di quindici racconti è in qualche modo il coronamento della sua narrativa, per la presenza costante di alcuni elementi cardine della poetica bontempelliana, dalla centralità del mito allo spirito di avventura che guida i suoi personaggi, alla predilezione per i protagonisti femminili. Per Bontempelli, che amava definire il proprio stile «realismo magico», il mistero è «la sola realtà», e anche la vita quotidiana può essere vista «come un avventuroso miracolo», se su di essa si è capaci di posare uno sguardo candido, in grado cioè di restituire una comprensione intuitiva, istintiva e primordiale del mondo. E candidi sono, per gran parte, i protagonisti di questi racconti, personaggi in stretta sintonia con il mondo naturale, che grazie alla loro particolare, innata disposizione riescono a cogliere quel senso magico che è parte costitutiva degli uomini e delle cose. L’amante fedele ce ne restituisce mirabilmente le loro storie, attraverso quello sguardo empatico di cui Bontempelli era maestro, in una polifonia di toni e atmosfere che ha pochi eguali nella narrativa italiana.

Introduzione di Patricia Gaborik.

ISBN 978-88-99667-00-9, 283 pagine, 15 euro.

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